Nuovo Vigneto Cassanego : il vino del futuro che trova radici in un lontano passato

29 January 2018 Written by  Gilberto Cirotto

È molto semplice stare bene a Cassanego ed innamorarsi di questa piccola frazione di Borso del Grappa (TV), a 400 metri sul livello del mare, situata ai piedi del massiccio del Grappa. Lassù l’aria è fresca e pulita e si gode di un panorama mozzafiato che domina la pedemontana.
Lo potrebbe confermare certamente Caio Massimo Vettonio, veterano romano del III secolo D.C. dalle disponibilità economiche veramente notevoli che, dopo i servigi resi in battaglia alla grande Roma come centurione, ritorna nella terra di cui è probabilmente originario “bella nel paesaggio e con un clima assai gradevole” per trascorrere gli ultimi anni della sua vita e godere di un meritato riposo.
Ciò a cui può subito fare caso un vignaiolo qui a Cassanego, è la presenza di un’ottima escursione termica, di quelle che all’alba, in questo periodo invernale, ti fanno ghiacciare mani e viso e a mezzogiorno ti fanno sudare fino a restare in maniche corte; un vero toccasana per la qualità delle nostre uve.
Fin dalle prime lavorazioni svolte in vigna si possono notare le caratteristiche predominanti di questo terreno: un ottimo substrato fertile nei primi 30-40 cm e, in un livello inferiore, rocce a non finire. Continuando i lavori si possono notare ulteriori differenziazioni del terreno; sono infatti presenti delle consistenti venature di argilla e una buona quantità di limo, caratteristiche queste che, con mia enorme e piacevole sorpresa, concorrono a rendere questo terreno molto più permeabile di quanto avrei mai potuto pensare.
Questo suolo, inoltre, è molto fertile e ricco di sostanza organica, che favorisce un buon attecchimento dell’apparato radicale.
L’ unica nota negativa è che la massiccia quantità di rocce presenti, ha reso veramente difficoltoso l’impianto della vigna, richiedendo oltre il doppio del tempo di lavoro che era stato inizialmente previsto.
Nel giro di qualche anno, con lo sviluppo dell’apparato radicale, queste vigne troveranno roccia, argilla, limo, abbondante sostanza organica, buone riserve idriche e, grazie ad un’ottima escursione termica, il nostro pocker di varietà autoctone come Perera, Glera, Boschera e Rabbiosa produrrà vini sapidi e minerali con un alto estratto secco e un bouquet di esaltanti profumi.
Se Caio Vettonio ne fosse al corrente sicuramente vorrebbe disporre di questi frutti per onorare il proprio sepolcro come da testamento.

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