Manzoni Bianco: un sogno... quasi realizzato #Parte 1

04 Ottobre 2012 Scritto da:  Barbara Cirotto

Prendete una varietà bianca di uva autoctona delle nostre colline trevigiane, come il MANZONI BIANCO.
Prendete il nostro cantiniere Francesco Siben e la sua sviscerata e incontrollabile passione per il MANZONI BIANCO.

Negli anni, vendemmia dopo vendemmia, tra i due è nata una passione travolgente, le cui ragioni ci sono ancora sconosciute. Per far scattare le fatidica “scintilla”, oltre ad una naturale e fisiologica “attrazione” iniziale (come natura vuole!) non c’è voluto molto altro, se non una ragionevole dose di CURIOSITA’ da parte del mastro vinaio; in realtà per mastro Francesco, quando si parla di MANZONI BIANCO, di ragionevole rimane ben poco.

Ma andiamo per gradi e raccontiamo i fatti.

Che al nostro Francesco piacessero le sfide, questo lo abbiamo ben presto capito. Il suo carattere lo porta a percorrere sempre nuove strade, esplorare nuovi territori, migliorarsi, scoprire fin dove ci si può spingere nel multivariato mondo dell’enologia, valorizzando antichi vitigni locali; in una parola: sperimentare.

Che il Manzoni Bianco sia un “tipo” che accetta le sfide, anche questo lo abbiamo ben presto capito: una varietà bianca che, se messa a dimora in collina ben soleggiata sopra i 300 metri s.l.m., dà prova di eccezionale qualità e di una sorprendente, talvolta incontenibile, vigoria.

Ecco perché:
Risultato di un felice esperimento condotto quasi un secolo fa dal professor Manzoni dell’Istituto Enologico di Conegliano, il MANZONI BIANCO deriva dall’innesto di Riesling Renano x Pinot Bianco ed è oggi un vino a riconosciuta Denominazione di Origine Controllata.
Sulla pianta il frutto ha una maturazione molto veloce rispetto ad altre varietà locali a bacca bianca.
E’ incontenibile, sembra che voglia accelerare i tempi di maturazione per anticipare il suo momento di gloria, ovvero dar prova delle sue doti!
Sviluppa, inoltre, un’eccezionale carica zuccherina unita ad un’alta acidità di base. Il frutto è impressionante anche per concentrazione, poiché la pianta del Manzoni Bianco produce poco, destinata anche dalla natura a prediligere la qualità sulla quantità.

Qualità di cui la pianta stessa sembra quasi essere consapevole …. e gelosa.
I grappoli, infatti, a dirla tutta, non si lasciano vendemmiare molto agevolmente, con acini a trama fittissima e picciolo che il più delle volte non si concede alla forbice del vignaiolo.
Quasi come nei film: bella e irraggiungibile. In due parole: una provocazione.

Così sembra averla interpretata il nostro mastro vinaio, ormai da tutti ribattezzato “Mister Manzoni”: la compresenza di tutte queste straordinarie caratteristiche organolettiche, infatti, attira fin da subito la curiosità di Francesco. E ne nasce una sfida.

Come si sono svolti i fatti
Dopo oltre 10 anni di vinificazione del Manzoni Bianco come vino fermo, nel 2008 Francesco intuisce che quest’uva ha tutte le carte in regola per essere sottoposta ad una rifermentazione in bottiglia.
Il Manzoni Bianco potrebbe diventare un elegante spumante di straordinaria freschezza. Il Manzoni Bianco con le bollicine.
Ancora pochissimi produttori hanno colto questa sfida.
La sfida prende presto un nome: Manzoni Bianco a Metodo Classico.

E così inizia il lavoro di studio sulla pianta, sulle caratteristiche organolettiche del frutto, sulle potenzialità ancora poco esplorate di questo vitigno di eccezionale carica e vigore, applicate ad una rifermentazione in bottiglia.

Nel 2009 il progetto prende corpo e Mister Manzoni, che mai fino ad ora ha avuto a che fare in prima persona con vinificazioni a metodo classico, inizia a mettersi in casa gli “attrezzi del mestiere” e a predisporre un piccolo angolo di cantina che ospiterà i nuovi arrivati, ovvero le prime 400 bottiglie sperimentali di Metodo Champenoise.

Vasca microvinificazione Manzoni Bianco
A guidare l’irrefrenabile entusiasmo di Mister Manzoni si affianca il fido consulente enologo dott. Luciano Vettori, che accetta di buon grado un incarico molto delicato: assistere e contribuire alla nascita del Manzoni Classico e accompagnarlo in tutte le sue evoluzioni duranti i lunghi mesi di affinamento in bottiglia.
Certo in una cantina di produttori di ASOLO DOCG PROSECCO, bollicina a metodo Charmat per eccellenza, i nostri 400 neonati esemplari di Manzoni Bianco metodo classico, non si sentiranno molto a loro agio …. ma non dimentichiamo che siamo in terra di sfide.

Fine Agosto 2010: L’esperimento ha inizio: Per Mister Manzoni oggi è come il primo giorno di scuola!
Si effettua la prima vendemmia ufficiale di MANZONI BIANCO per metodo classico; una piccola partita di appena 3 ettolitri viene vendemmiata precoce. L’uva non ha ancora raggiunto la piena maturazione in pianta ed ha livelli ancora alti di acidità, condizione necessaria per permettere maggiore longevità al vino nella rifermentazione. Il mosto riposa ora in un vaschino di acciaio da 3 ettolitri adatto alla micro vinificazione (vedi foto sopra) sino al momento dell’imbottigliamento.
Primi dati di campionamento : acidità e zuccheri alle stelle : La materia prima di partenza non delude le aspettative, qualità eccellente, già si prefigura la portanza aromatica che potrà sviluppare.

Fine Marzo 2011: Imbottigliamento (rigorosamente manuale) e sosta sui lieviti selezionati. Un’altro passaggio molto delicato per il nostro Mister poiché anche qui il nostro gioiellino si è manifestato in tutta la sua vivacità.
Nell’arco di poche settimane l’afrometro fa registrare una pressione interna in bottiglia al di sopra delle previsioni: 7,2 bar.: a quanto pare i lieviti stanno banchettando lautamente!!
Situazione da monitorare giorno per giorno poiché già si iniziano a contare le prime vittime: 4 bottiglie esplodono nel giro di pochi giorni, complice anche un leggero aumento di temperatura in barricaia.
Ma l’allarme presto rientra.
30.08.2011 a un anno esatto dall’inizio dell’esperimento, rimettiamo insieme le idee e vi raccontiamo com’è andata, davanti ad un calice di “Manzoni Bianco” metodo classico. Il vino che stiamo degustando non ha ancora completato il suo percorso, manca ancora la sboccatura, e c’è ancora qualche dettaglio da definire sulla “ricetta” (assolutamente top secret) per il dosaggio.
Però noi già ci sbilanciamo, sarà che “ogni scarrafone è bello a mamma soja”, però nel bicchiere brilla di un colore dorato chiaro, il naso è fresco, profumatissimo e agrumato, bilanciato, con una importante componente minerale e una bollicina cremosa. Anche il nostro enologo conferma le nostre impressioni.
Siamo sulla strada giusta.
Il sogno di Mister Manzoni è quasi realizzato.


Questo vino ha tutte le carte in regole per dare il meglio di sé in futuro.
Intanto lasciamolo affinare.
Inizio Settembre 2011 :Mentre degustiamo l’annata 2010, la seconda annata di prova, cioè la 2011, è già stata vendemmiata da pochi giorni, pressata con cura ed è ora in fase di fermentazione in acciaio. La vendemmia è stata molto soddisfacente con un anticipo di 15 giorni rispetto all’esperimento dello scorso anno, dovuto alle alte temperature registrate nei mesi di Maggio, Giugno e Agosto.

La parola d’ordine ora è “aspettare”.

Continua con la seconda parte.

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Ospitalità

La cantina è aperta al pubblico tutti i giorni con un piccolo punto degustazione e vendita dei vini di nostra produzione.

Possibilità di acquisto diretto dei vini; si accettano carte di credito.

Orari di apertura della Cantina:

Da Lunedì a Venerdì: 8.30 - 12.30 e 14.30 - 19.30.

Sabato:  chiuso tutto il giorno.

Orari Botega de Vin

Da Martedì a Sabato 09.00 - 12.30 e 16.00 - 19.30.

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Riconoscimenti

Medaille d’Argent al “Concours Mondial de Bruxelles” e Commended Medal al “Decanter International World Wine Awards” al nostro Asolo Superiore Docg Prosecco Brut millesimato 2013.

Guida AIS "Venetia" ai nostri Prosecco Extra Dry 2013,Costalunga Rosso 2011, Costalunga Bianco 2012