Mettiamo a nudo il nostro vino

04 Ottobre 2012 Scritto da:  Barbara Cirotto

Sono Francesco, il Cantiniere di Cirotto. Premetto che non scrivo abitualmente sul blog della nostra Cantina Cirotto. A dirla tutta, sono uno che non scrive affatto. Poco o niente (giusto il minimo indispensabile) resta scritto nero su bianco o salvato nei file del pc.
Quindi in questa sede mi sento come quando si indossano un paio di scarponi di due taglie più piccoli; non mi sento proprio a mio agio (!), ma lo faccio per parlare di un tema che mi sta molto a cuore, e sul quale ho incontrato l’interesse (e le domande) di molti appassionati di vino: I solfiti.


Questa riflessione nasce dalle domande che mi vengono di frequente poste dai clienti e da numerosi consumatori che desiderano essere meglio informati in materia.
1) Cosa sono i solfiti nel vino e a cosa servono?
2) Ma i solfiti sono contenuti naturalmente nel vino oppure no?
3) Che cosa significa la scritta posta in retro etichetta “contiene solfiti”?
4) Sono dannosi per la salute del vino, e ancor di più, del consumatore che beve quel vino?

Lungi da me l’intento, in questa sede, di fare polemica sulla dannosità dei solfiti o di lanciare grida di allarme (ne sono già state lanciate in quantità e prima di oggi).
Qui oggi voglio fare 2 cose molto semplici:
- Rispondere alle domande che mi vengono poste in tema solfiti,
- dirvi esattamente quali sono le quantità di solfiti che utilizzo io nei vini che produciamo qui in Cantina Cirotto. Rendere pubbliche le analisi di laboratorio dei propri vini è un gesto molto importante, significa dire esattamente come funzionano le cose dentro le mura della propria Cantina. E’ un modo per dire come la penso io (senza polemiche, prometto! Però dato che non so quando mi ricapiterà di scrivere ancora, lasciatemi questa soddisfazione di fare l’”opinionista per un giorno”).


Inizio dalla seconda.

Di seguito un po’ di dati relativi ai vini prodotti in Cantina Cirotto.
L’attuale scritta obbligatoria per legge “contiene solfiti” purtroppo non distingue chi ne utilizza “pochi” da chi invece ne utilizza “tanti”.
Noi abbiamo deciso di dirvi esattamente quanti solfiti contengono i nostri vini.

OSSERVAZIONE IMPORTANTE:
Secondo l’Unione Europea per i vini prodotti con pratiche enologiche tradizionali il quantitativo massimo consentito di Solfiti aggiunti è fissato a:
- 150 mg/lt. per i vini rossi
- 200 mg/lt. per i vini bianchi e rosati
Per i vini biologici il quantitativo massimo di solfiti aggiunti è fissato a:
- 100 mg/lt. per i vini rossi
- 150 mg/lt. per i vini bianchi e rosati

A questi link potete trovare le schede tecniche contenenti i dati relativi alla solforosa totale nei nostri vini. I valori sono quelli di un vino biologico.


1) ASOLO DOCG SUPERIORE Prosecco Extra Dry 97 mg./lt. 

2) ASOLO DOCG SUPERIORE Prosecco Brut 95 mg./lt. 

3) ASOLO DOCG Prosecco Frizzante 95 mg./lt.

4) COSTALUNGA ROSSO MONTELLO DOCG 66 mg./lt.

5) COSTALUNGA MANZONI BIANCO Doc Montello e Colli Asolani  92 mg./lt

6) LUXORO CUVEE Spumante Brut 110 mg./lt. 

Risposte alle domande 1)e 2):
In enologia la prima grande distinzione da fare, per stabilire cosa siano i solfiti, è quella tra solfiti presenti nel vino in quanto prodotti in modo naturale dalla fermentazione alcolica, e “solfiti aggiunti” che vengono appunto “aggiunti” dalla mano dell’uomo. I solfiti presenti naturalmente nel vino sono derivati dalla trasformazione dello zucchero in alcol, trasformazione che è resa possibile dai lieviti selezionati e inoculati.

I “solfiti aggiunti”, invece, sono un composto chimico e vengono aggiunti in forma liquida o solida (Anidride Solforosa SO2) per diverse ragioni;
a) Servono come Antiossidante
b) In certi casi i solfiti possono anche essere aggiunti nei mosti per arrestarne il naturale processo di fermentazione; pratica che viene usata per la conservazione del “mosto muto”, così chiamato per la mancanza di gorgoglìo tipico del processo fermentativo.
c) Prevengono la formazione di cariche batteriche che potrebbero alterare il vino.

Risposta alla domanda 3)
La dicitura “contiene solfiti” riportata in retro-etichetta sta ad indicare che il contenuto di solfiti è superiore ai 10 mg/lt. Il produttore non ha l’obbligo di apporre in etichetta tale dicitura se il suo vino contiene solfiti in quantità minore ai 10 mg./lt.

Risposta alla domanda 4)
Sì, un quantitativo eccessivo di solfiti, a lungo andare, può risultare dannoso sia per il vino stesso che per il consumatore. Le dosi assunte da un consumatore medio non sono tali da portare a conseguenze particolarmente gravi, ma in certi casi la loro tossicità può scatenare reazioni allergiche.
Un consumatore consapevole sceglie sempre di informarsi sui vini che acquista e che consuma.
I solfiti sono responsabili del “cerchio alla testa” che spesso si ha dopo avere bevuto ,eccessivamente, soprattutto vini di scarsa qualità. L’anidride solforosa è l’unica sostanza di cui si siano verificati gli effetti tossicologici, perciò è importante fare tutto il possibile per ridurre il suo impiego in enologia.
I solfiti, peraltro, va detto che non vengono utilizzati soltanto nel vino ma in tutto il settore alimentare in senso più ampio, come conservanti nel cibo, per prevenirne l'ossidazione. Alcuni esempi: vengono addizionati a surgelati, biscotti, frutta secca, conserve, succhi di frutta, aceto, marmellate, scatolame vario.

 

 

Ospitalità

La cantina è aperta al pubblico tutti i giorni con un punto vendita dei vini di nostra produzione e degustazione.

Possibilità di acquisto diretto dei vini; si accettano carte di credito.

Orari di apertura della Cantina:

Da Lunedì a Venerdì: 8.30 - 12.30 e 14.30 - 19.00

Sabato: 08.30 – 12.30 / pomeriggio chiuso.

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Riconoscimenti

Medaille d’Argent al “Concours Mondial de Bruxelles” e Commended Medal al “Decanter International World Wine Awards” al nostro Asolo Superiore Docg Prosecco Brut millesimato 2013.

Guida AIS "Venetia" ai nostri Prosecco Extra Dry 2013,Costalunga Rosso 2011, Costalunga Bianco 2012