Manzoni Bianco: un sogno... quasi realizzato #Parte 2

04 Ottobre 2012 Scritto da:  Barbara Cirotto

DOVE ERAVAMO RIMASTI ? (leggi la prima parte)

Al termine del racconto sul nostro esperimento (ancora in corso) di Metodo Classico con uve Manzoni Bianco 6.0.13, ci siamo lasciati con un proposito ben preciso: ASPETTARE.


Aspettare che i lieviti selezionati, una volta attivato il processo di lisi, rilascino i loro profumi;
Aspettare la giusta maturazione organolettica che conferirà al nostro vino rotondità e morbidezza;
Aspettare il momento giusto per la sboccatura e l’imbottigliamento finale;
Aspettare e ponderare bene prima di decidere quale sia il dosaggio, ammesso che ce ne sia uno, che più si conforma a questo vino ( il dosaggio è la tradizionale aggiunta della “miscela segreta della casa” chiamato anche “liqueur de tirage”).
Certo qui da Cirotto siamo abituati ai tempi canonici di un metodo Charmat che mediamente richiede 40 giorni per la rifermentazione, perciò ASPETTARE 4 anni per “toccare con mano” il nostro “Manzoni Classico” è quanto meno una novità.
Ma noi non ci siamo fatti trovare impreparati e, nell’attesa, dopo aver avviato il primo esperimento con l’annata 2010, abbiamo continuato con una seconda annata di prova sullo stesso tipo di vitigno, l’annata 2011 appunto. Allo stesso modo verranno destinati al Metodo Classico altri 3 ettolitri di Manzoni Bianco anche dell’annata 2012 che verranno vendemmiati e lavorati separatamente.
In sintesi il “Progetto Manzoni Classico” darà i natali a :
- 400 bottiglie con annata 2010; lasceremo che sia il vino a dirci quando fare la “sboccatura”, cioè la raccolta dei lieviti sul collo della bottiglia, la successiva eliminazione del tappo corona ed espulsione dei lieviti stessi, a cui segue la tradizionale tappatura in sughero.
- 400 bottiglie con annata 2011 (“sboccatura” in data da destinarsi)
- 400 bottiglie con annata 2012 (“sboccatura” in data da destinarsi).


PRIMA PROVA: DEGUSTAZIONE CON L’ENOLOGO.

Fatta questa doverosa premessa, in questa seconda parte di racconto vogliamo parlavi di com’è andata la “Prima Ufficiale Degustazione dell’annata 2010”, tenutasi lo scorso 01 Febbraio 2012 (qui in cantina ad Asolo a portone chiuso e telefoni spenti).

01.02. 2012: Con una certa tensione addosso, (la stessa che si prova a scuola mentre la prof consegna i risultati del compito e tu non sai se hai preso la sufficienza o meno) iniziamo con il primo assaggio ufficiale dell’annata 2010 (la prima annata che sarà prodotta per questo nuovo Metodo Classico).
Un primo “assaggio test” lo avevamo fatto, in realtà, già lo scorso Settembre 2011, proprio in periodo di vendemmia e dopo appena 5 mesi di sosta sui lieviti. Un periodo troppo breve per poter azzardare qualsiasi tipo di giudizio su un vino che dovrà fare un ben più lungo affinamento in bottiglia prima di poter essere giudicato.
Ora di mesi, dal giorno del primo imbottigliamento (“tiraggio” è il termine tecnico per il metodo classico che indica l’imbottigliamento del vino e la sigillatura con tappo in alluminio in preparazione del lungo stoccaggio), ne sono trascorsi 10 e a questo punto dell’affinamento è doveroso valutare l’evoluzione del prodotto in bottiglia.
Oggi quello veramente teso è Mister Manzoni, il nostro Francesco.
A mettersi nei suoi panni c’è da capirlo: possiamo immaginare l’emozione di trovarsi nel calice il risultato di un lavoro che hai iniziato, quasi per scommessa, nel 2008 e su cui hai investito denari (oltre che tempo), per creare un vino che ha sognato per anni di poter produrre, ma che rappresenta una vera novità quasi per nulla commercializzata sul mercato.
E’ un’ emozione forte. Nel giro di pochi minuti capisci se sei sulla strada giusta, capisci se l’esperimento sta funzionando, capisci cosa è stato sbagliato e cosa, invece, ha funzionato.
Trattandosi di un vino che non ha ancora fatto la sboccatura (ovvero l’espulsione dei lieviti e successiva tappatura tradizionale con sughero), la bottiglia destinata alla degustazione è stata riposta capovolta in verticale per qualche giorno prima dell’apertura, per lasciare il tempo ai lieviti di depositarsi lentamente sul collo della bottiglia stessa ed essere poi espulsi all’apertura.


LE NOTE DI DEGUSTAZIONE:

La pressione in bottiglia, dopo la sciabolata, si dimostra adeguata e conforme alle aspettative. Ebbene sì, per l’occasione ci siamo procurati una sciabola (!), avendo l’accortezza di esercitarci prima con l’apertura di bottiglie dal valore (anche affettivo !) meno rilevante.
Dal punto di vista visivo buono l’aspetto del perlage e la persistenza della bollicina nel bicchiere.
Per quanto riguarda la dimensione della bollicina, ci sono ancora buoni margini di miglioramento per l’annata 2011 in funzione di conferire maggior finezza ed eleganza.
D’altro canto l’esperimento avviene con una materia prima le cui potenzialità, finora poco esplorate con questa tipologia di affinamento, devono necessariamente essere testate sul campo. Ad esempio notiamo con interesse che con questo tipo di vitigno viene prodotta una spuma abbondante.
L’impatto al naso è molto fresco e regala già sensazioni complesse di pompelmo, fieno, spezie.
Se questi sono i profumi e gli aromi dopo un affinamento di appena 10 mesi, c’è già da aspettarsi che questo vino riesca a esprimersi al meglio anche senza aggiunta di “liqueur” (ma per questo c’è ancora tempo prima di decidere).
In bocca non delude, l’acerbosità del mosto ha mantenuto alto il tenore di acidità e conferisce una piacevole freschezza al primo impatto, valorizzata da sentori di agrumi, salvia, frutta matura e, sopra tutto, la sapidità.
Siamo di fronte ad un vino in evoluzione, ricordiamocelo. Da lui ci aspettiamo nei prossimi 24 mesi che, grazie alla naturale evoluzione dei lieviti, sviluppi maggiore complessità aromatica.

Per essere la primissima produzione di prova il giudizio del nostro enologo è nel complesso positivo; questo è molto importante per Mister Manzoni perché questa prima prova fornisce indicazioni precise su come calibrare i successivi passaggi per le prossime annate in lavorazione.
Il Manzoni Bianco, dunque, sta dando prova, come si auspicava, di grandi doti con questo tipo di vinificazione e ha dimostrato di essere un’uva di eccezionali qualità.
Certo, con questo tipo di esperimento che richiede anni, premia sicuramente l’impegno nel lungo periodo, ma oggi noi terminiamo la prova assolutamente incoraggiati a proseguire. Il Manzoni Bianco sta rispondendo molto bene. Abbiamo di fronte una varietà di uva che “regala” dei valori analitici (acidità totale, tenore zuccherino) solitamente riscontrabili in 2 o 3 varietà di uve diverse, e qui invece compresenti in una sola. Sappiamo anche che tanta esuberanza richiede grandi attenzioni e “sangue freddo” per essere gestita al meglio, pena lo sbilanciamento in alcool o in acidità troppo pronunciate.
In un momento in cui le scelte di un produttore sono facilmente influenzabili dalle mode o dalla voglia di “far cassa”, noi ci facciamo tentare, come sempre, dalle sfide più difficili ma che, alla lunga, daranno più soddisfazioni. E’ quello che ci auguriamo.

Prossimo importante appuntamento: il tiraggio dell’annata 2011.
E intanto qui in azienda c’è già chi inizia a mettere nero su bianco le prime idee per l’etichetta del nostro primo MANZONI CLASSICO ….

Ospitalità

La cantina è aperta al pubblico tutti i giorni con un piccolo punto degustazione e vendita dei vini di nostra produzione.

Possibilità di acquisto diretto dei vini; si accettano carte di credito.

Orari di apertura della Cantina:

Da Lunedì a Venerdì: 8.30 - 12.30 e 14.30 - 19.30.

Sabato:  chiuso tutto il giorno.

Orari Botega de Vin

Da Martedì a Sabato 09.00 - 12.30 e 16.00 - 19.30.

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Riconoscimenti

Medaille d’Argent al “Concours Mondial de Bruxelles” e Commended Medal al “Decanter International World Wine Awards” al nostro Asolo Superiore Docg Prosecco Brut millesimato 2013.

Guida AIS "Venetia" ai nostri Prosecco Extra Dry 2013,Costalunga Rosso 2011, Costalunga Bianco 2012